ADDESTRAMENTO



Teresa des Granges Jolys - prop. Navarra

La sua reputazione di eccellente cane di famiglia ha solide basi. Chi dice famiglia implica spesso la presenza i bambini piccoli o grandi, e il giocoso Picard solitamente li apprezza. Ma deve regnare il rispetto reciproco, e ci vuole un po' di educazione da una parte e dall'altra.

Il focoso Picard non ha nulla dell'inanimato peluche a cui si possono tirare i peli o le orecchie. D'altra parte da vero pastore quale è rimasto, sa 'pizzicare' quando vuole dimostrare che non è d'accordo, senza dimenticare l'impetuosità del maschio che vorrebbe fare il capobranco. Ciascuno deve stare a proprio posto e, in fin dei conti, gli adulti non devono dimenticare che spetta a loro dirigere il gruppo.

Dovendo scegliere un cane simbolo di rusticità, questo dovrebbe essere il Pastore di Piccardia. Né imponente né alto, né piccolo né magro, le sue orecchie erette sono tali per natura. Il suo look non deve proprio nulla agli artisti della spazzola.
   

I consigli del CABP



Tango de la Tour Philippe - prop. Navarra

Eccovi ora felici proprietari di un cucciolo di picard, troverete qui qualche consiglio di base per fare del vostro amico un cane ben addestrato! Quando avrete letto questi consigli.. sarete pronti per educare il vostro cucciolo! Buona lettura e a presto!
Un cane è un animale sociale. I suoi antenati non erano degli esseri solitari ma, al contrario, si riunivano in gruppi organizzati. Il vostro cucciolo ha queste stesse caratteristiche ancestrali ‘diluite’ dal tempo. Voi e la vostra famiglia sarete la sua ‘muta’, e in una muta ben organizzata in cui si vive bene, c’è bisogno di un capo e di regole elementari per vivere in una società.
È necessario che siate VOI questo ‘capo-muta’, giusto, coerente, costante e chiaro nella comunicazione.
Questa ‘vita di società’ presuppone regole di buona condotta, la definizione dei diritti e dei doveri di ognuno, definire quali sono gli atti autorizzati e quali sono quelli proibiti. Senza questi principi di base chiaramente stabiliti, vi esporrete a una coabitazione conflittuale e votata alla delusione e all’ insuccesso.L’educazione elementare del cucciolo e del giovane cane ne fa un animale socievole, con il quale è facile vivere, ben allevato, per il vostro benessere e anche per il suo equilibrio.



Un animale ben educato è anche un animale felice.
Un padrone che ha un cane ben educato è un padrone felice.
L’educazione deve cominciare il prima possibile, perché contrariamente a quanto si pensa, i problemi di comportamento non si risolvono con il tempo.

 




Tango de la Tour Philippe - prop. Navarra

L'educazione: qualche principio di base

Non c’è un’età limite per educare un cane, ma prima si comincia, più il compito è facile.
L’educazione del cane comincia con l’educazione del padrone. Se il cane sembra non capire le vostre ‘lezioni’, non è necessariamente perché è un allievo poco dotato.

Spesso siete VOI che non riuscite a farvi capire. E’ essenziale essere coerenti negli ordini e nel comportamento: non tollerare oggi quello che verrà vietato domani, e poi nuovamente accettato il giorno successivo.

Non chiedete l’impossibile al vostro cane: non aspettatevi che vi dia prova di riflessioni, di analisi, e che concluda le sue ricerche e le sue meditazioni con un’azione ragionata. Cercate seriamente di mettervi al posto del vostro cane per cercare di capirlo e di farvi capire. Non sarà lui a mettersi al vostro posto per cercare di capire quello che volete da lui.

Usate sempre gli stessi comandi e le stesse intonazioni.
Se un blocco o un’incomprensione o una disobbedienza sopraggiungono durante una seduta, non fermatevi a questo insuccesso! Dovete avere l’ultima parola, e finire con un esercizio eseguito correttamente. In questo caso non esitate a finire con un esercizio facile per il vostro cane (per es. fare una o due posizioni seduto, sdraiato, o una serie al guinzaglio), che saprà effettuare correttamente e agevolmente.

Per fare in modo che un esercizio venga eseguito correttamente, dovete lavorare nel rigore ed essere esigenti (non vi accontentate di un esercizio eseguito a metà). Il rigore NON esclude (anzi!) la gioia, la gentilezza, le carezze e le ricompense.

La pazienza è una qualità necessaria e indispensabile. Lavorate sempre con calma: se siete nervosi, o se il vostro allievo a 4 zampe comincia a irritarvi, smettete immediatamente.
Ricompensate SEMPRE un’azione ben fatta o un esercizio riuscito con una carezza, un viso sorridente, un’intonazione di voce gentile, una crocchetta ecc., allo stesso modo bisogna sempre punire una cosa fatta male.. se lo cogliete sul fatto!
L’educazione deve essere un momento piacevole e apprezzato dal cane, mai una costrizione o un lavoro ingrato.
E la lista non è finita! “Un pugno di ferro in un guanto di velluto”.

 

Trovare il suo posto in famiglia

Definire qual è il suo posto nella gerarchia familiare.
Originariamente il cane viveva in mute in cui vigeva una gerarchia. Anche se con il passare del tempo e con l’addomesticamento questa nozione è stata diluita, per il cucciolo la vostra famiglia rappresenta la sua muta. E’ importantissimo che trovi naturalmente e rapidamente un posto nella sua nuova famiglia.
Nella specie canina tutti i rapporti sociali sono basati su una gerarchia: i membri che dominano e quelli che sono dominati, il rapporto di uguaglianza non esiste. Se il capo non siete voi sarà lui, con tutti i rischi che questo comporta. L’errore da evitare quindi, è quello di dare al cane segni che possano dargli l’illusione di essere il ‘capo di casa’, altrimenti la situazione diventerà invivibile e pericolosa, per lui e per i suoi proprietari.


Teresa des Granges Jolys - prop. Navarra


Il cane deve collocarsi dopo i membri della famiglia, e per questo è necessario fargli capire un insieme di regole:
- le ricompense (carezze, leccornie, ecc.) vengono date quando lo decide il padrone, e non quando vuole il cane;
- i giochi: vietare gli eccessi di mordicchiamenti scrollando la pelle del collo e dicendo NO seccamente, evitare i giochi troppo eccitanti, ed evitare di perdere;
- il cibo: i padroni mangiano prima del cane. Non dategli NIENTE durante i vostri pasti. Il cane ha la sua ciotola e il suo cibo, non può mangiare durante i vostri pasti, deve accettare senza ringhiare che gli si prenda il suo osso o la sua ciotola.
- controllo dello spazio: vietargli l’accesso alle camere, alle poltrone, ai divani. Il vostro cane deve avere un suo spazio ben determinato. Se sale sui letti o sui divani, deve scendere appena gli si dice di farlo. Non lasciate che il cane si approfitti dei vostri spazi! Questo istinto di proprietà è fonte di futuri problemi. Dovete correggerlo immediatamente, quando è ancora cucciolo. Se è possibile mettete la sua cesta in uno spazio neutro (bagno, corridoio, garage..) e abituatelo a rimanere lì in alcuni momenti della giornata e durante tutta la notte.

 

IMPORTANTE!

E ssere sempre coerenti negli ordini e nel comportamento, non cambiare ogni giorno quello che è permesso o quello che è proibito, per non creare un’incomprensione totale. Se il vostro cane ha tendenza a dominare, bisogna aggiungere i punti seguenti:
- riprendete la ciotola 15 minuti dopo avergli dato da mangiare (mangiare lentamente in presenza di altri membri della muta è una prerogativa del capo, e quindi non va accettata). Deve accettare che gli si prenda la ciotola senza ringhiare.
- se sale su un divano o una poltrona bisogna dirgli di scendere in modo fermo.
- quando attraversate una porta lui deve passare dopo di voi.
- non accarezzatelo quando è lui a chiederlo.
- siate fermi! Non bloccatevi mai davanti al vostro cane. Siete voi che dovete avere l’ultima parola.
- non permettetegli di mettere la/e zampa/e su di voi (è un segno di dominazione da parte del cane).


Tango de la Tour Philippe - prop. Navarra

Ricompense

Un cane obbedisce meglio se lavora con piacere, con gioia e giocando. OGNI AZIONE FATTA BENE DEVE ESSERE RICOMPENSATA. Dovete far capire al vostro cane che ha fatto correttamente un esercizio, che siete contenti e fieri di lui!!
Qual è la giusta ricompensa?
Un buon principio: da piccolo insegnate al vostro cane a essere ‘pazzo’ per la sua palla; giocate con lui: lanciatela, chiedetegli di andarla a prendere e di portarvela, tiratela di nuovo e così via. Questo amore sarà utilizzato nell’educazione e nell’addestramento e vi faciliterà il compito. Per esempio, il richiamo al piede sarà appreso ed eseguito più rapidamente utilizzando la palla.
Come ricompense potete usare: del cibo (pezzetti di carne, formaggio, crocchette..), un gioco (la palla), carezze, parole gentili e dolci. Le ricompense devono essere date consapevolmente: si ricompensano solo le azioni ben fatte.

Punizioni:
Se ogni azione fatta bene deve essere ricompensata.. ogni sciocchezza, ogni atto di ribellione, la cattiva volontà.. deve essere sanzionata. Se è importante far capire al proprio cane che ha fatto correttamente un esercizio che siete contenti e fieri di lui, allo stesso modo deve capire chiaramente quando è in errore!

ATTENZIONE: una punizione è efficace e dovrà essere data SOLO quando lo cogliete ‘in flagrante’, se è in errore, mentre sta facendo una stupidaggine, o sta disobbedendo!!
Quali punizioni utilizzare?
La punizione deve essere proporzionale all’errore o alla disobbedienza... restando misurata e ponderata.

ATTENZIONE: non bisogna sfogarsi sul cane, martirizzarlo o farlo soffrire. La punizione deve essere giustificata, controllata e compresa dal cane, ed esclude qualsiasi brutalità!!
Come sanzione potete per esempio: fare gli occhi ‘grossi’, alzare la voce (che non significa urlare), avere un’attitudine ‘minacciosa’ , dare una piccola pacca sul muso o una piccola sculacciata, far terminare il gioco o interrompere una passeggiata.
Prendere il cane sul collo e scrollarlo (più riservato ai cuccioli), sgridare il cane e rimandarlo a casa. Giocate la carta dello sprezzo e dell’ignoranza.


Tango de la Tour Philippe - prop. Navarra


Come insegnargli a rimanere solo senza fare sciocchezze

Restare solo:
Bisogna che il cane si abitui rapidamente a restare da solo e soprattutto che comprenda che è una cosa normale. Per questo bisogna sopprimere il carico emotivo quando ve ne andate o quando ritornate. Restare solo deve essere una cosa naturale per un cucciolo e non deve essere considerata come una punizione.
Al momento di andarvene, niente rituali di addio del tipo: “piccolo, tranquillo, non ti sto abbandonando, torno subito”. Il solo fatto di cercare di rassicurarlo o di cercare di giustificare il vostro andar via, rischia di fargli capire che qualcosa di anormale sta per succedere. Il vostro uscire di casa deve essere qualcosa di normale.
Andate via il più naturalmente possibile, come se doveste tornare 1 minuto dopo. Quando tornate ignoratatelo anche se vi fa le feste, un “ciao, piccolo” è sufficiente.
Non recitate la scena del grande incontro con sfoggio di carezze, gesti, parole e ricompense. Il cucciolo deve capire che non ha fatto niente di eccezionale, e che niente giustifica questa esplosione di gioia. Quindi, al ritorno, ignoratelo qualche istante. Quando si sarà calmato, chiamatelo dolcemente per accarezzarlo in modo calmo, e fategli delle coccole. Potete abituarlo anche con delle ‘false partenze’ : uscite, e rientrate dopo qualche minuto (proverete anche meno pena nel non fargli le feste).

Come insegnargli a essere pulito:
Importante: non prendete un cucciolo se non avete tempo da dedicargli. Sappiate che se lasciate un cucciolo solo, senza sorveglianza, dalla mattina alla sera, in un bell’appartamento con moquette, mentre voi siete al lavoro, non dovete stupirvi di trovare il vostro domicilio trasformato in un ‘gabinetto di lusso’.. e non è colpa del cane! Un cucciolo non può restare 8 ore o più senza fare i suoi bisogni!
Un cane diventa ‘pulito’ in media verso i 4 mesi. Fino a 6 mesi comunque, è inutile arrabbiarsi se il cane tende a dimenticarsene di tanto in tanto.
L’educazione alla pulizia deve cominciare dai primi giorni in cui lo avete in casa. Dovete sapere che il vostro cucciolo urinerà quando si sveglia e defecherà nel quarto d’ora che segue il pasto. Dovrete quindi farlo uscire appena sveglio e dopo ogni pasto. Dovrete farlo uscire anche dopo i giochi, e quando ha un comportamento che giudicate ‘bizzarro’. Durante il giorno, l’ideale sarebbe farlo uscire ogni 2 ore (un cucciolo ha difficoltà a trattenersi per più tempo, perché la sua vescica è ancora piccola), e tutte le volte che si sveglia.


Qualche consiglio

- quando fa i suoi bisogni fuori, bisogna gratificarlo (anche eccessivamente), accarezzarlo e ricompensarlo con qualcosa da mangiare. Il cane deve capire che si è comportato bene e che voi siete contenti di lui.
- dargli sempre lo stesso ordine per fare i suoi bisogni, così imparerà a poco a poco a farli ‘a comando’.
- una volta fatti i bisogni dovete continuare la passeggiata. Se tornate subito dopo il cucciolo capirà che la passeggiata finisce quando ha fatto i suoi bisogni.
- quando il cane è solo limitate il suo spazio: non lasciate l’appartamento o la casa tutta per lui. Una parte del corridoio, un angolo del garage saranno sufficienti e costituiranno il suo ‘dominio’.
- potete limitare l’acqua, togliendola a partire dalle 18, in modo di limitare la quantità di urina prodotta durante la notte.

Se malgrado tutto, il vostro cucciolo continua ad ‘alleggerirsi’ in tutta tranquillità sulla moquette di pura lana vergine, sul parqué cerato o sul tappeto persiano, non cedete alla tentazione affrettata di punirlo.



Teresa des Granges Jolys - prop. Navarra


Se lo cogliete sul fatto (cioè ancora accucciato) dovete sgridarlo, scrollargli la pelle del collo e portarlo fuori. Il cucciolo capirà che ha fatto una sciocchezza. Un minuto dopo è già troppo tardi. Mettergli il naso sopra è totalmente inutile, nefasto e barbaro. Il cane non capirà la ragione della punizione.
Non dimenticate che ci vuole pazienza per insegnare la pulizia a un cucciolo, soprattutto se non potete farlo uscire spesso. Il fatto di non poter uscire numerose volte, rallenta il suo apprendimento.

IMPORTANTE!

Evitate di dare cattive abitudini al vostro cane: non deve mangiare durante la giornata. I pasti hanno delle ore stabilite. Non dovete cedere quando sta ‘mendicando’ qualcosa, anche se ha l’aria triste e vi fa gli occhi languidi.
Isolatelo se quando siete a tavola diventa troppo insistente.
Niente ghiottonerie tra i pasti.
Quando date delle ricompense, non dovete avere le mano troppo pesante per quanto riguarda il cibo. Una piccola crocchetta basta a ricompensare un’azione ben fatta. La carezza anche va bene, e ha il vantaggio di non far ingrassare.

Evitate di dargli razioni di cibo troppo grandi o ricche.
Lo scopo di queste restrizioni è di non far diventare il vostro cucciolo un grasso ghiottone sempre affamato e alla ricerca perpetua di qualcosa da mettere sotto i denti.

Se seguite questi consigli eviterete di avere un cane ladruncolo.


Teresa des Granges Jolys - prop. Navarra



Evitate anche le tentazioni troppo grandi: non lasciate cose troppo appetitose a portata del vostro cane quando non potete sorvegliarlo. Potete rinforzare questi principi di base con dei piccoli esercizi: mettete qualcosa di invitante sul bordo della tavola e osservate il vostro cane. Se si avvicina per annusare ditegli energicamente NO.
In caso si avvicinasse troppo con il naso alla tavola, dategli una piccola pacca sul muso. Ricompensate e coccolate il cane se non cede alla tentazione. Lo stesso esercizio si può fare lanciando qualcosa di invitante. Avrete bisogno di 1 terza persona che vi aiuti. Restate a fianco del cane mentre il vostro aiutante vi lancia le cose (non troppo vicino al cane, per fare in modo che la tentazione non sia troppa). Il vostro cane dovrà mostrarsi indifferente. Se si avvicina procedete come segue. Ditegli NO, e accarezzatelo quando non lo fa.
Siate convinti che spesso sono i proprietari i responsabili dei furtarelli dei loro cani, per una cattiva educazione di base, o per tentazioni troppo grandi.

 

I primi passi al guinzaglio

Arrivati a casa, abituate rapidamente il vostro cucciolo a sopportare il collare. Generalmente questo non presenta grandi difficoltà, tutt’al più il cucciolo si gratterà un po’ il collo. Cercate in un secondo tempo (quando sarà perfettamente abituato al collare) di mettergli il guinzaglio. Solitamente è questo il momento in cui sopraggiungono le difficoltà. Si opporrà a essere ‘portato’ dal collare e dal guinzaglio. Si rifiuterà di spostarsi: tirerà in tutte le direzioni dibattendosi o al contrario si sdraierà opponendosi con la forza d’inerzia.
Che fare?
Scrollate il guinzaglio con qualche piccola trazione, per obbligare il cane a spostarsi. Da quando comincia a muoversi, accarezzatelo. Mostrategli che siete contenti e fieri di lui. Se il rifiuto è categorico, non punitelo e non alzate la voce, cose che aggraverebbero il blocco. Uscite con il cane, e passeggiate in un luogo vasto e poco frequentato. Mettetegli allora il guinzaglio e lasciate che si arrangi da solo, con il guinzaglio a terra. Allontanatevi e incoraggiatelo a seguirvi, complimentandovi con lui o tentandolo con del cibo. Potete essere sicuri che dopo qualche minuto il cane si sposterà e verrà verso di voi. Continuate allora la passeggiata lasciando che il cucciolo saltelli e trascini il guinzaglio dietro di lui. Lo stress del collare e del guinzaglio saranno presto dimenticati.

Camminare al guinzaglio:
Più tardi, quando il cucciolo sarà perfettamente abituato al guinzaglio, avrà la tendenza a voler andar avanti e sempre più veloce, o a tirare a sinistra e a destra per giocare, o a strusciare il naso per terra alla ricerca di odori. Una cosa è sicura: non siete più voi che portate a spasso il vostro cane, ma il vostro cane che porta a spasso voi e che vi impone la sua andatura.
 
Come fare per non farsi ‘rimorchiare’ dal proprio cane?
Il cane deve capire che c’è solo una posizione ‘comoda’ per lui, quando è ‘AL PIEDE’ (al fianco) del suo padrone. Quando è in questa posizione (la sua spalla all’altezza della vostra tibia, del vostro ginocchio, della vostra coscia, a seconda della taglia del cane o della vostra!), elogiatelo, accarezzatelo, ditegli: “bravo, vicino, al piede..” (ripetete spesso il comando - al piede). Al contrario se vi precede, se tira il guinzaglio, se si trascina o se si allontana, tirate il guinzaglio con un colpo secco dicendo NO.
Se persiste cambiate direzione: se vuole andare a sinistra, andate a destra, se vi precede tirate il guinzaglio e fate mezzo giro. Tutte le volte che il guinzaglio sarà teso, tiratelo con un colpo secco dicendo NO. Quando torna al piede, elogiatelo di nuovo dicendo: “bravo, al piede” con voce dolce e confortante. Il vostro cane capirà presto il senso di al piede, che sarà utile quando imparerà il richiamo. Dopo ogni lezione, rilassate il vostro cane. Fate delle sedute d’educazione corte e ripetute. Ricordatevi che questi esercizi non devono essere un lavoro ingrato o una punizione per il cane ma qualcosa di naturale e di piacevole. Non fate sedute interminabili. In questo modo il vostro piccolo ribelle capirà presto che c’è solo una posizione comoda e spassosa per lui, vale a dire quando è al piede del suo padrone, e che tirare il guinzaglio, trascinare è nettamente più spiacevole.
IMPORTANTE: come al solito è essenziale essere coerenti, negli ordini e nel comportamento: non tollerare oggi quello che vieterete domani, ecc.


Tango de la Tour Philippe - prop. Navarra

   

Camminare al piede senza guinzaglio:
Se il vostro cane ha perfettamente assimilato il principio della camminata al guinzaglio (“ è piacevole stare al piede del mio padrone”), e sta seguendo perfettamente (non bruciate le tappe), si potrà passare alla tappa successiva: la camminata al piede senza guinzaglio.
Per fare questo, mettete il guinzaglio al vostro cane, e cominciate a camminare. Quando è alla vostra altezza, ripetete accarezzandolo: “bravo, al piede”. Poi allentate il guinzaglio e continuate a camminare. Se la tappa precedente è stata ben assimilata (camminare al guinzaglio), non c’è nessuna ragione per cui il vostro allievo si metta a camminare davanti a voi. In caso contrario, poiché il cane ha il guinzaglio, potete correggerlo immediatamente se dimentica i buoni principi. Camminate sul guinzaglio e fermatevi tutte le volte che vi supera. Subirà così uno strattone e gli darete contemporaneamente l’ordine “al piede” , e lo ricompenserete quando torna alla vostra altezza. Se si trascina, se si allontana, se annusa i buoni o i cattivi odori, servitevi del guinzaglio, tirando un colpo secco e date l’ordine “al piede”. Ricompensatelo quando torna in buona posizione. Molto rapidamente vi renderete conto che il vostro cane vi seguirà saggiamente e gioiosamente al piede. Potrete allora liberare il cane dal guinzaglio.

Il richiamo: “al piede”:
Tornare al piede quando lo chiamate.

   
Con un cucciolo:
Dal suo arrivo a casa, dovete cominciare ad abituare il cucciolo ad arrivare quando lo chiamate per nome. Attenzione. In questo, la vostra attitudine è basilare: siate sempre gioiosi nel chiamarlo. Non gridate. Accovacciatevi, battete le mani. Non è un ordine che state dando, ma un invito a tornare al piede, per ricevere delle carezze, delle ricompense, o il suo giocattolo preferito. La parola chiave è dargli la VOGLIA di ritornare, e la voglia non si ottiene con la forza o la costrizione.
Il cucciolo non dovrà associare il richiamo a una cosa sgradevole o negativa come: “è la fine della passeggiata o se torno mi sgrida”. Bisogna che il richiamo rappresenti qualcosa di positivo: “se torno avrò delle carezze, o qualcosa da mangiare” (da utilizzare con moderazione per non trasformare il vostro cucciolo in un lottatore di sumo!).
Se malgrado questo il cucciolo ‘non risponde’, nascondetevi. Per quanto abbia voglia di avventura, vi assicuro che il vostro esploratore non amerà restare molto tempo solo.
Questo pre-addestramento al richiamo è basilare. Non siate distratti, non fate gli ‘occhi grossi’, non alzate la voce. Se non riuscite a catturare la sua attenzione con mimica, cibo, la sua palla preferita, allora andate nella direzione opposta.

Tango de la Tour Philippe - prop. Navarra
   



Cucciolata Amoros

Il certificato di nascita (iscrizione al LOI):
Il vostro cucciolo è iscritto al Libro delle Origini Italiano. Qualche volta bisogna avere un po’ di pazienza per ottenere questo documento, a causa dei termini imposti dall’ ENCI.
Il certificato di nascita comprende:
- nome del cucciolo e data di nascita,
- razza, colore del pelo,
- numero di tatuaggio,
- nome dell’allevatore,
- genealogia del cucciolo.

Il Pedigree è la genealogia di un cane di razza, scritta su un documento ufficiale che certifica le sue origini. E’ un estratto del LOI (Libro delle Origini Italiano).

(tratto dal sito del CABP)

 

 
 
 
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