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| LE ORIGINI |
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Una delle più
antiche immagini di cani da pastore francesi, in un quadro
raffigurante il primo capo-pastore del famoso ovile nazionale
di Rambouillet, raffigura un cane che somiglia notevolmente
a un Picard. Risale alla fine del XVIII secolo.
Fu all'inizio del 1925 che il Pastore di
Piccardia fu ammesso senza restrizioni al cenacolo della cinofilia:
il club francese del cane da pastore gli offrì allora ufficialmente
un posto.
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È vero che un pelo duro,
anche se simboleggia perfettamente la rusticità, non era, all'epoca
eroica dei debutti della cinofilia, dei più rappresentativi
dell'idea di razza pura. Del resto, come la maggior parte delle
altre razze di utilità, nelle mani delle persone più modeste,
il Picard venne essenzialmente selezionato sulla base delle
attitudini, e anche se era modellato da un ambiente rude, c'era
ampio spazio per una vasta diversità morfologica. D'altro canto
ci sono stati diversi Pastori di Piccardia.
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Teresa des Granges Jolis - prop. Navarra
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Tango de la Tour Philippe - prop. Navarra
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Oltre all'antenato di quello odierno, avrebbe potuto venir
riconosciuto anche un conduttore di bestiame su strada a mantello
tricolore.
Si parla infine di un pastore a mantello
chiaro uniforme, presentato come il superstite di un tipo
molto antico, addirittura gallico. Il Picard moderno ne ha
senza dubbio conservato traccia, perché presenta talvolta
pelo color sabbia.
Colmo della sfortuna, il Picard rimase in qualche modo "incastrato"
tra due popolazioni di cani da pastore divenute presto celebri.
Al sud, quella dell'Ile-de-France, che ottenne rapidamente
descrizioni e nomi ufficiali (Briard e Beauceron); al nord,
quella dei Bovari delle Fiandre, caratterizzati un po' più
tardivamente ma coi quali all'inizio c'erano non poche affinità. |
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Nei primi commenti ai giudizi delle esposizioni, non è raro
leggere la descrizione di Bovari delle Fiandre (francesi)
con orecchie portate naturalmente erette. È del resto probabile
che il rilancio dell'allevamento del bovaro, anch'esso ridotto
male dopo i due conflitti mondiali, sia stato in parte possibile
proprio grazie a dei Picard. |
Nel complesso, si capisce
perché il debutto del Picard sia stato un po' confuso e incerto.
Il suo allevamento non è mai stato molto importante dal punto
di vista numerico. Nel 1945, non ne esistevano praticamente
più, almeno per quanto concerne i cani con pedigree.
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Tango
de la Tour Philippe - prop. Navarra |
Bisognò attendere il 1953 per vedere di nuovo un Pastore di
Piccardia iscritto al Libro origini francese (una femmina).
Nello stesso anno venne fondato un club. E come spesso avviene
quando i club sono piccoli e i problemi sono grandi, si produsse
una scissione che portò alla creazione dell'associazione attuale
nel 1956, Les
Amis du Berger Picard, la quale, in più di quarant'anni
di storia, ha conosciuto solo due presidenti. Continuità e
atmosfera familiare garantita.
Quanto al Picard, attende pazientemente la
sua ora. Non c'è dubbio che un cane tanto rustico e altamente
sportivo come lui meriterebbe maggiore notorietà. |
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